NonFestival di Sacro e Natura

5a edizione

La quinta edizione del NonFestival “L’Uomo Che Cammina”, si è svolta da giugno a settembre 2022 e ha per tema la wilderness, vede la collaborazione con il Pangea Photo Festival, seconda edizione dell’iniziativa culturale dedicata alle tematiche contemporanee cruciali per il futuro della società e del pianeta, con mostre fotografiche esposte open air in alcuni dei luoghi più suggestivi dell’Appennino Reggiano dal 18 giugno al 18 settembre 2022.

Illustrazione di Roberto Abbiati

Dal 2018 L’UOMO CHE CAMMINA più che un evento, è un cammino, nel vero senso della parola, che ha per filo conduttore il rapporto tra l’essere umano, il sacro e la natura, oggi nell’accezione più ampia di ambiente e sostenibilità. Il titolo si rifà al libro “L’uomo che cammina” di Christian Bobin e come nel libro la figura di Gesù non è mai nominata, così questo non è un festival religioso. Niente di confessionale perché, tra l’essere umano e la natura, il sacro è una dimensione terza solo in apparenza. 

Il titolo del NonFestival richiama l’opera di Christian Bobin “L’uomo che cammina” in cui la figura di Gesù Cristo – mai nominato in tutto il racconto – emerge come uomo che percorre senza sosta le strade di una zona che è circa “sessanta chilometri di larghezza e trenta di lunghezza”, una zona paragonabile all’Appennino Reggiano. L’uomo che cammina secondo Bobin “è quel folle che pensa che si possa assaporare una vita così abbondante da inghiottire perfino la morte”.

Torna nell’estate 2022, concentrandosi in particolare nel weekend tra il 24 e il 26 giugno, la quinta edizione del NonFestival “L’Uomo Che Cammina”, evento che in questi anni è stato in grado di offrire spunti di riflessione di grande interesse sul rapporto tra l’uomo, l’ambiente naturale e la dimensione del sacro. Quest’anno le attività del NonFestival si dipaneranno tra i comuni di Castelnovo nè Monti, Vetto e Casina, e vedranno appuntamenti teatrali, musicali, letterari, escursionistici, e cinque mostre fotografiche open air grazie alla collaborazione con il Pangea Photo Festival, giunto alla seconda edizione.

Nato con il sostegno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e della Regione Emilia-Romagna, ha come obiettivo di creare un incontro tra culture diverse e diversi modi di vedere e vivere la natura che ci circonda. Oltre al Comune di Castelnovo ne’ Monti, promotore dell’iniziativa, negli anni sono stati coinvolti anche altri Comuni a dimostrazione del crescente interesse nei confronti del NonFestival, la cui Direzione Artistica è affidata al Teatro Bismantova, nella persona del flautista Giovanni Mareggini, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune stesso e la Biblioteca Crovi.

“Dopo l’ottima riuscita del 2021, in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante, L’Uomo Che Cammina si riconferma come un evento di rilievo nazionale” afferma Emanuele Ferrari, Assessore alla Cultura di Castelnovo né Monti. “Abbiamo scelto un tema che crediamo potrà dare suggestioni forti: la quinta edizione sarà infatti incentrata sulla wilderness, il selvaggio in natura come manifestazione del sacro irriducibile alle grammatiche umane, la smisurata grandezza della natura che soverchia la piccolezza dell’uomo, ed esplorerà in particolare l’immaginario della cultura americana, dove questo concetto è nato e cresciuto: da Jack London a Walt Whitman, passando per Thoreau ed Emerson”.

La Pietra di Bismantova e altre località dell’Appennino Reggiano fanno da sfondo a lectio magistralis, iniziative musicali e artistiche di alto spessore culturale in collaborazione con artisti e intellettuali italiani e con il coinvolgimento delle realtà e delle forza pensanti locali che, seguendo le ore canoniche della giornata monastica, offrono spunti di profonda riflessione e momenti di meditazione. Bismantova e i suoi richiami religiosi e spirituali escono dal perimetro del sasso della Pietra e dell’Eremo, per coinvolgere in profondità il territorio e i modi di leggerlo e di viverlo. È davvero un cammino: un percorso di scoperta culturale. Un modo serio – anche se non gridato – di stringere una relazioni tra persone e territorio. Proprio per questo è stato battezzato come un NonFestival, cioè un evento che non è un mero calendario di attività e non si limita a chiamare un ospite famoso o a proporre un semplice spettacolo, ma vuole andare al cuore di un tema estremamente delicato e importante, attraverso l’aiuto di esperti e intellettuali che apportano punti di vista originali, affascinanti e coinvolgenti.

Hanno partecipato
Enrico Terrinoni, Daniele Benati, Franco Nasi, Raffaele Milani, Anna Maria Carpi, Emanuele Ferrari, Roberto Abbiati, Laura Falqui, Matteo Razzini, Alfonso Cuccurullo, Vito Baroncini, Enkarte, il gruppo Arcunta della Biblioteca Crovi

Interventi musicali di:
Sofia Volpiana, Daniele Nasi, Giancarlo Patris, Marcello Abate, Letizia Spaggiari, Patrizia Filippi, Giovanni Mareggini, Mirco Ghirardini, Federico Squassabia

Un ringraziamento particolare a Roberto Abbiati

Per affrontare in modo ampio e originale il tema della wilderness, nuovo e vecchio mondo saranno chiamati a dialogare sul filo della letteratura anglosassone e del modernismo, con una sezione del NonFestival dedicata alla figura di James Joyce, nel centenario dell’uscita di Ulisse, e all’influenza di Dante – il Sommo Poeta che citò la Pietra di Bismantova nel Purgatorio è sempre un forte legame in questa parte dell’Appennino – e della cultura medievale nella sua opera.

I temi verranno sviluppati attraverso incontri con ospiti di rilievo che renderanno questa edizione imperdibile. Tra loro, l’attore, musicista, illustratore Roberto Abbiati, il saggista e traduttore Franco Nasi, il professor Raffaele Milani, che accompagnerà il pubblico in una camminata con meditazione. Parteciperanno al NonFestival, in diversi momenti, anche la docente e studiosa Anna Maria Carpi, il professore, saggista e traduttore Enrico Terrinoni, il professore e traduttore Daniele Benati e la saggista, drammaturga e specialista di arti visive Laura Falqui.

La manifestazione cresce ancora rispetto alle edizioni precedenti e le iniziative sono legate da un immaginario filo rosso: esempi sono la scelta di produrre il nuovo spettacolo teatrale “Questa terra è la mia terra”, diretto e interpretato da Roberto Abbiati, basato su testi di Jack London, e di ospitare all’interno del programma il Pangea Photo Festival, cinque esposizioni di fotografia etica incentrate sull’intervento dell’uomo sulla natura e sulla custodia del pianeta. “Le mostre segneranno il territorio dei Comuni di Castelnovo e di Casina a cui si aggiunge il Comune di Vetto” continua Ferrari. “Questa partnership ci ha visto completare in cinque anni la collaborazione con tutti i Comuni dell’Unione (Appennino Reggiano) per le attività de L’Uomo Che Cammina”.

LA COLLABORAZIONE CON IL PANGEA PHOTO FESTIVAL

Novità della quinta edizione de L’Uomo Che Cammina è la più stretta collaborazione con il Pangea Photo Festival, iniziativa culturale dedicata a tematiche contemporanee cruciali per il futuro della società e del pianeta, che porterà, da 18 giugno al 18 settembre 2022, in alcuni dei luoghi più suggestivi dell’Appennino Reggiano cinque reportage di autori internazionali che declinano i temi dell’Agenda 2030. Il festival è promosso da un gruppo informale di ragazzi e ragazze nati, cresciuti e residenti nell’Appennino Reggiano, che ha deciso di unirsi per promuovere un’iniziativa di carattere culturale con la finalità sociale di divulgazione di contenuti e storie attraverso le arti visive.

La seconda edizione del Pangea Photo Festival, sarà completamente outdoor, in un percorso di mostre fotografiche open air che interagiscono con la natura, fruibile 24/7 in modo completamente gratuito, e sarà arricchita da talk con gli artisti, incontri, visite e workshop con gli studenti, collaborazioni con associazioni e realtà locali che andranno ad integrare il programma.

Mostre fotografiche:
James Whitlow Delano “Drowning in plastic”
Nadia Shira Cohen “God’s honey”
Carolina Rapezzi “Burning dreams”
Francesco Pistilli “Lives in limbo”
Linda Bournane Engelberth “Outside the binary”